Acireale-Lodigiani del 16/03/2003

 

Ci sono trasferte che per te valgono una vita e, magari, per altri, non valgono esattamente nulla. Per me una di queste trasferte, la trasferta, è Acireale.
La partenza è Sabato notte in treno, siamo solo io e Cerveteri a partire, questo si sapeva da mesi. Sul nostro treno a farci compagnia, ancora una volta i tifosi doriani, la scorsa volta diretti a Messina (noi a Barcellona), stavolta a Catania. Una volta saliti ci accomodiamo con la massima padronanza di chi è consapevole di essere portoghese e ci rilassiamo tranquillamente, parliamo tra di noi, parecchie sono le battute, non solo sul mondo Lodigiani, anche se è quello il bersaglio preferito delle frecciate aguzze di me e Cerveteri. Dopo non molto ci addormentiamo, sappiamo già che occorrono energie per questo nostro lungo viaggio. Nessuno ci disturberà, si arriva a Villa S.Giovanni in un baleno, col treno puntuale, si scende subito per prendere il primo traghetto. Tra le cose più incredibili è come alcuni doriani ci riconoscono anche senza vederci con le sciarpe. Potenza degli Ultrà Lodigiani. Tarda, invece, il nostro traghetto, ba un buon succo offerto (!) dal Cerveteri può far miracoli anche più di un banale caffé. Arriviamo a Messina Centrale passando per i binari, il primo treno partirà verso le 9.30 e non ammetterà in alcun modo viaggiatori che salgono da Messina; nel bar della stazione spenderò l’unico Euro della giornata per un pacchetto di Pocket Coffee, meglio di 1000 anfetamine per tenerti sveglio.
Ora si parte, per Acireale. Riusciamo a salire sul treno al contrario di altri (coglioni) nonostante non si potesse, ci chiudiamo in uno scompartimento cuccette. Si viaggia tranquilli fino a Giarre, passa lo Zio, noi gli diciamo che siamo senza biglietto e che andiamo fino a Siracusa, ma che siamo disposti a scendere alla prossima per evitare la multa...ma lo Zio non sa che è la prossima ad interessarci, ed ormai siamo arrivati. Scendiamo dicendo tutto allo Zio che la prenderà con un sorriso, comunque adesso si entra nel vivo della narrazione, posso solo dire che ero teso, con pensieri sospesi tra passato e presente. Ora non conta come abbiamo passato il nostro tempo ad Acireale, conta ciò che è successo.
Alle 14.45 stiamo dentro lo stadio, veniamo accolti da un silenzio irreale, è tutto fin troppo strano. Appendiamo gli striscioni di Ultrà Lodigiani e Teste Matte...continuo a sentire che qualcosa di strano c’è nell’aria. Dalla curva Nord di Acireale escono 2 ragazzi con qualcosa di grosso in mano...vengono scortati da 2 guardie sotto al settore e ci tirano uno striscione...è il nostro striscione, IL MIO STRISCIONE! Quanti ricordi...quel PVC fregato nel Giugno ‘97 allo stadio Centro d’Italia di Rieti ancora in costruzione e poi....e poi il lungo lavoro di me, Danilo, Ciccio, Ladispoli e Gabriele al quinto piano di casa mia a Centocelle, ad Agosto, sotto il sole cocente per completare quello striscione...ci facemmo una foto ricordo con lo striscione appeso al balcone con quel poveraccio di mio zio che scese sotto il solleone a farci una foto ricordo. E poi i tanti campi girati, quello striscione era per noi casa e trasferta. E il giorno in cui lo perdemmo, il 18 Maggio del 1998...eravamo giunti in 2 ad Acireale per l’ultima giornata di campionato, io e Ladispoli, una Lodigiani matematicamente ai play out, una presenza da onorare per completare una gloriosa annata e per avviare l’estate che ci avrebbe portati dritti a Francia ‘98...i rapporti più che cordiali con gli acesi prima di quell’episodio, addirittura prima della partita...l’errore di piazzare lo striscione dentro al campo...la nostra vittoria e quei ragazzi di Acireale che scavalcarono la loro curva per fregarselo...la mia reazione, scesi in campo per fregarmi Nuova Guardia, con gli Acesi che a loro volta volevano linciarmi....il chiarimento con loro e il loro invito ad andarcene via a mani vuote, e, quando tornammo nel settore mancava anche il nostro stendardo OFL...la paura mia e di Ladispoli sul treno per la reazione di Francesco, del nostro capo...e il grande senso di vuoto. Da un punto di vista ultras parlando, crebbi molto dopo quell’episodio.
Maggio ‘98-Marzo 2003...dopo 5 anni tocco nuovamente il mio striscione, buttato nel settore con tanto disprezzo, come per dire“ritenetevi sta merda, non vi consideriamo”. Quanti ricordi...quante sensazioni....stavo quasi per piangere...all’inizio il mio istinto è di prenderlo e di farlo tornare a casa, poi lo vedo come è mal ridotto, rileggo le nostre firme dietro lo striscione, dove segnavamo tutte le trasferte fatte con le relative date...non so quanto Cerveteri possa capire come sto, ma mi sta pigliando a male...mi consulto con lui, telefono a Vocione, ma sono io che devo decidere che cosa fare con quello striscione....che bei tempi erano quando giravamo con quello striscione...altri posti, altra gente, altre avventure, altri episodi...Giovannelli, Sagramola, D’Adderio, io, Ladispoli, Chicarella, Danilo, trasferte come Ischia, Casarano... primi chilometri percorsi in treno, sfidando anche diversi pericoli...tutto racchiuso in pochi metri di PVC. Bah. Intanto la partita è iniziata, subiamo quasi subito l’1-0, mi ci mangio il fegato, oggi non dobbiamo perdere, ci tengo troppo. Passa il primo tempo, un Acese della Fossa, uno dei capi parla con noi, ci parla dell’andata e del fatto che diverse macchine ci daranno la caccia a fine partita...ben vengano, senza problemi, noi siamo qua. E il capo acese che casca dalle nuvole quando sa la storia dello striscione....”Non ne sapevo nulla”, ci dice, e ancora : “Avevate ragione voi allora”...non me ne frega un cazzo, lo lascio parlare con Cerveteri, preferisco passare qualche minuto in compagnia della mia ragazza al telefono. Secondo tempo. La Lodigiani attacca, io inizio a crederci, così anche Cerveteri. Poi decido, prendo lo striscione e lo tiro verso l’estreno del campo, e, volutamente, oltrepassa la recinzione a metà, a penzoloni, come per dire...ve lo sto ridando...fischi e insulti della Nord, la Sud della Fossa non so se si accorge della cosa...pareggiamo, gol di Fanasca...che gioia...stavolta non resisto, faccio il gesto dell’ombrello all’intera nord che mi guarda, poche volte la mia Lodigiani mi ha fatto godere così tanto....pigliatevela in culo, merde!!! Pochi minuti prima della partita stacchiamo gli striscioni, prima faccio una cosa...tocco per l’ultima volta il mio striscione degli Official Fans e lo ritiro totalmente in campo. Stavolta gli insulti della nord sono una marea...ma almeno me ne sto andando con la dignità che è propria di me, del mio gruppo, della mia tifoseria. Addio, stavolta per davvero, mio caro vecchio striscione, anche se stavolta ti saluto definitivamente ti porterò sempre nel mio cuore, così come porterò i ricordi di quelle trasferte spensierate a cui sono tanto legato. Forse è stato un bene, vederti, averti in mie mani un’ultima volta.
Io e Cerveteri spariamo in una squallida giornata grigia siciliana. Non sappiamo se la caccia all’uomo degli acesi verso di noi è stata poi perpetrata, dove e come ce ne siamo andati io e Cerveteri rimarrà nei segreti ancestrali degli Ultrà Lodigiani. A casa ci siamo arrivati interi con le nostre pezze, nonostante fossimo solo in 2, questo è quello che conta.
Onore a me e Cerveteri
Onore agli Official Fans Lodigiani

Stefano - ex O.F.L. ‘96