"Voce in Capitolo"numero 44

 

Dieci persone che parlano fanno piu’ rumore di 10000 che stanno in silenzio (Napoleone)

 


Finche c’è Lodigiani c’è speranza


“Domenica 15 Dicembre 2028: Ormai ho 40 anni. Non mi posso lamentare della mia vita, un lavoro sicuro, una moglie e dei splendidi bambini, un casa dove dormire. Diciamo che nella vita mi sono tolto un po’ di soddisfazioni, con lo sport e anche con la scuola, alla faccia di chi magari non ha creduto nelle mie potenzialità. Sicuramente non ho realizzato tutti i miei sogni, però con la maturità di un uomo di 40 anni ho capito che i sogni devono rimanere tali, e quindi di tutto questo me ne sono fatto una ragione. In questo futuro tante cose non sono cambiate, certo la tecnologia è andata avanti (il DVD è considerato qualcosa di preistorico), ma intorno a noi assistiamo sempre alle stesse cose: l’America che dichiara guerra una volta all’anno, un omicidio al giorno, la nostra destra e la nostra sinistra che si scannano, e noi persone normali sempre qui ad assistere inermi a questo mondo che gira, senza mai voltarsi indietro. Un’ altra cosa è rimasta immutata nella mia vita, la passione per il più bel gioco del mondo, il pallone. Ho sempre creduto che l’amore per il calcio sia qualcosa innata in noi, (infatti il nome della propria squadra del cuore è una delle prime cose che si imparano a dire), come non pensare ai pomeriggi estivi passati sotto al cortile, te e tutti gli altri bambini sporchi e fradici di sudore, con tua madre disperata quando torni a casa. 
Ore 20.45 : Oggi si gioca il derby capitolino tra Lazio e Roma, un classico, una partita che chiunque ha visto almeno una volta nella sua vita. Sono sdraiato sul divano, nella mia enorme sala da pranzo, riscaldata e con le casse per sentire le “voci” dello stadio. Questo vizio ancora non l’ho perso. Quasi dimenticavo, il movimento ultras non esiste più quasi da una 15 di anni, i capi del calcio dell’epoca riuscirono a eliminare l’unica cosa che andava in quello sport. Cominciano i ricordi. Quante volte da ragazzo ho pensato quanto sarebbe stato bello essere adulti, con la propria indipendenza, senza i genitori che controllano ogni tua mossa. Però mi sono pentito di diventare grande, credo che la cosa più brutta sia ricordare il passato, con la consapevolezza che non tornerà mai più a farti visita. Credo che non racconterò mai ai miei figli della mia esperienza nella Lodigiani, non perché me ne vergogni, ma perché una cosa troppo personale, troppo intima. Lo so che volete sapere che fine ha fatto la Lodigiani, ma ho tralasciato volutamente. Comunque la nostra beneamata sprofondò nei campionati dilettantistici e scomparì nell’anonimato, nell’indifferenza di tutto il pallone. Io non volevo dirvelo, però vi era dovuto. Intanto è iniziata la partita, niente coreografie, niente cori, uno stadio multimediale pieno di gente seduta. No non posso guardare, spengo la tv e continuo a immergermi nei pensieri. Quanti ricordi mi ha lasciato la Lodigiani e il mondo ultras, a partire dai pomeriggi passati davanti al computer a leggere di scontri, a vedere le foto, e a cantare dentro lo stadio. In un momento tutto mi passa davanti come un flash, e continui brividi mi passano per la schiena. Poi alzo gli occhi e guardo oltre alla finestra, e comincio a convincermi che ce la posso fare…
…Martedì 31 Dicembre 2028. Ore 22.00: Sono nella mia macchina, per l’occasione ho portato un po’ di musica vecchia, così tanto per cantare a squarciagola prima di arrivare. Mentre mi avvio guardo dentro le case, ci sono tante famiglie felici, che ridono e scherzano di fronte al cenone di San Silvestro, io invece ho lasciato la mia famiglia, e sono sicuro che mia moglie me la farà pagare. Ma non mi pentirò della mia scelta. Come a mio solito, quando ho qualcosa di importante arrivo con un buon anticipo, fa freddo e sono solo. Poi cominciano ad arrivare uno per uno, Stefano, Lorenzo, Vocione e tutti gli altri, non manca nessuno. Anche loro sono cambiati, sono invecchiati e malapena li riconosco, ma in cuor mio sono contento di averli contattati tutti, e di averli portati fin qua. Ognuno di noi adesso ha la nostra vita, qualcuno è stato fortunato, qualcun altro meno, alcuni di noi non si erano lasciato molto bene, ma in questo i stante tutto sembra dimenticato. Tutti stasera abbiamo lasciato le nostre vite cosi normali, abbiamo lasciato le nostre famiglie così normali, e cominciamo a parlare, come una volta. Incominciano le prime battute, le solite cazzate e nei loro sorrisi li riconosco, capisco che non sono cambiati di una virgola, e tutti stanno provando quello che provo io. Per l’occasione ci siamo vestiti come quindicenni, io mi sono messo il vecchio cappotto, molti hanno tirato fuori dai cassetti le sciarpe e siamo pronti ad entrare. Non vi ho detto dove ci siamo incontrati, beh diciamo che qui è cambiato tutto, rimane in piedi solo un vecchio stadio fatiscente, che fra poco verrà demolito. Faccio fatica anche a riconoscerlo il Flaminio, ma quando mi avvicino che anche lui non è cambiato di una virgola, è ancora pronto ad attendere i suoi ultrà, gli ultrà della Lodigiani. Mentre saliamo le scale leggo la tensione negli occhi di tutti, perfino Cerveteri trattiene il respiro per l’emozione. Scendiamo in balaustra, lo stadio è d istrutto e il campo orma i non esiste più. Noi sembriamo non curarcene più di tanto. C’è tutto l’occorrente, perfino le pezze e lo striscione piene di muffa e polvere sono presenti, non manca nemmeno il vecchio tamburo. E’ quasi la mezzanotte, tutto il mondo festeggia, e noi da canto partiamo col nostro inno. Forte, compatto, inarrestabile. Mi giro, li guardo tutti in faccia, qualcuno come me piange per la felicità, chi ride come un bambino. I nostri canti, la nostra goliardia andranno avanti fino a tarda notte, e tutti ci sentiamo dentro vivi, di nuovo giovani, ma soprattutto felici perché sappiamo che anche fra mille…
…NIENTE POTRA’ PORRE FINE, ALLA MAGICA STORIA DEGLI ULTRA’ LODIGIANI!”

Quirino-Ultrà Lodigiani


Sull’orlo del precipizio!


Adesso basta! Dopo tanta pazienza siamo stufi di vedere una Lodigiani (quasi) in fondo alla classifica con altissime probabilità di effettuare i play out, per giunta partendo da una posizione svantaggiosa. Siamo stufi di una campagna acquisti che mira a rafforzare centrocampo e difesa (coi risultati pratici che si sono visti poi a Giugliano, in particolare con la difesa che era un autentico colabrodo) e nemmeno un acquisto per quanto riguarda l’attacco, dove serve un uomo di peso che sia in grado di buttarla dentro. Qua già in molti si sono scordati che veniamo appena da una retrocessione umiliante dalla C1 alla C2. A noi non ci interessa che i nostri giocatori più rappresentativi abbiano già firmato contratti con squadre di serie B, questa gente anche se l’anno prossimo andrà a giocare in piazze come Napoli o Terni (quante cose che sappiamo, eh?!) Deve lottare e rispettare seriamente l’impegno con la Lodigiani. Questi giocatori che hanno sbrigato a risolvere la loro situazione per l’anno prossimo saranno i primi ad essere presi di mira in caso di scarso impegno. Facile per questi giocatori impegnarsi poco con la massima attenzione a non farsi male per non compromettere il loro prossimo campionato in serie B (che poi ci sembra che dei partenti uno solo ne sia effettivamente degno, per gli altri non sappiamo come la Lodigiani abbia fatto a piazzarli). Oggi si presenta dinnanzi a noi un Catanzaro che , nome a parte, non è altro che una delle tante mediocri squadre della C2 (per carità, noi siamo peggio), quindi va affrontata almeno a viso aperto e con la sola convinzione di portare a casa i 3 punti. Non ci interessano commenti su arbitraggi negativi e sfortuna, quello che vogliamo vedere non è altro che una squadra che non ha voglia di retrocedere. Infine una annotazione sulle gare di domenica: noi tutti preferiamo il Sabato, giorno tradizionale delle partite in casa della Lodigiani, speriamo quindi che anche in questo caso si cambi definitivamente rotta. 
In fondo alla pagina ci sono i risultati del nostro sondaggio sul simbolo del gruppo, sondaggio effettuato lo scorso numero di “Voce in Capitolo” con grande successo. Ci chiediamo solo se sarà il caso, quando si troveranno i materiali per lo striscione, di procedere al ballottaggio.

Stefano-Ultrà Lodigiani


Gli Ultrà Lodigiani…e gli ospiti!

19-01-03 Campionato 20°

Lodigiani-Palmese 0-0
Noi : rispetto alla volta scorsa non sfiguriamo soprattutto nel primo tempo dove il tifo e l'animazione sono accettabili. Nel secondo tempo caliamo molto con addirittura attimi di silenzio. Comunque e' stata data la spinta a questa Lodigiani che nel finale ha provato a vincere in ogni modo. Indifferenza con i campani.
Palmesi : trasferta non molto proibitiva per gli ultras palmesi che giungono a Roma in 10 circa. Presenti gli striscioni Anno Zero(del gruppo-guida Ultras), Collettivo Ultras e un “diffidati presenti”
. Non cantano quasi mai e non fanno una grande figura. 

Daniele-Ultrà Lodigiani


L’esito del nostro sondaggio sul simbolo

1) Il teschietto
32% dei voti

2) Mastro Lindo
30% dei voti

3) L’omino Bialetti
20% dei voti

4) Willy Coyote
8% dei voti

5) Lupo Alberto
6% dei voti

6) Beavis & Butthead
4% dei voti


Ricordo della Lodigiani


Roma, Gennaio 1993…è appena terminato il girone d'andata di questo primo anno di C-1 della Lodigiani; la squadra, dopo la partenza razzo per la vittoria sul quotatissimo Palermo e l'immediata successiva flessione frutto dell'inesperienza,ha cominciato a marciare assestandosi su una posizione di centro classifica di tutto rispetto per una neo promossa; il pubblico sembra seguire la Lodi con costanza e passionalità, di ultrà c' è
solo una forma promodromica, ma tutto sommato da non dileggiare; agli SPQR Front, nati da circa un anno e gruppo guida della tifoseria, si è ora affiancata l'Onda d'Urto…di ultrà l'Onda ha ben poco..uno striscione fatto su di un lenzuolo e non sempre presente, scarso livello di tifo, ma sono tutti ragazzi simpaticissimi, inesperti, ma con grande passione e vero “amore” per la squadra…
Insomma, alquanto diversi dal gruppo leader, i cui appartenenti hanno si una discreta organizzazione ed uno striscione vero ,ma di attaccamento ne hanno ben poco (in Lodigiani-Casertana di qualche settimana prima hanno innalzato solo cori contro i rossoblu per la nota rivalità tra la Roma e la Caserta cestistica….). Non c'è stata sosta natalizia e così la Lodi sotto le feste si è dovuta sobbarcare due trasferte, a Salerno prima (unica trasferta effettuata dagli SPQR Front e dal gruppo-fratello degli Irriducibili) e Palermo poi…due sconfitte che non hanno però peggiorato più di tanto la situazione; la settimana che inizia dopo la trasferta siciliana è però molto calda e piena di attesa…almeno per noi…Sabato arriverà a Roma il Perugia… la corazzata del girone, anche se per colpa di alcuni scivoloni si trova a doversi sudare una promozione che sembrava scontata in Estate…il Palermo, l'Acireale,il Giarre, il Catania, l'Avellino e la Salernitana non le danno pace ed in più scenderà dall'Umbria reduce dalla sconfitta casalinga subita dal Casarano. Dopo aver seguito la squadra durante il girone d'andata io ed altri tre amici decidiamo di formare una sorta di gruppo e affiancarci all'Onda d'Urto;la settimana si incentra sulla “febbre Lodigiani” e sulle discussioni riguardo al nome del gruppo: iniziamo da Inferno Bianco Rosso, passiamo per Gioventù Capitolina, poi per la variante Nobiltà Capitolina, proseguiamo attraverso i Teskios (mentre partono altre stronzate di nomi tipo Capovolti, Mele Marce, Mine Vaganti)…poi il Venerdì ,quando sembra che il casino imperi tra di noi, Antonio, quello che tra noi aveva più esperienza ultrà ,tira fuori un “chiamiamoci Arroganti!”…ci guardiamo negli occhi e decidiamo che è un nome che ci piace. E nel frattempo è arrivato Sabato…
Antonio come al solito fa sega a scuola (facevamo il IV Ginnasio) e a casa rispolvera lo striscione degli Ultras Fortitudo (la squadra di basket della nostra scuola arrivata fino in B-2…l'equivalente della C-2 nel calcio)…
sul retro prende la vernice spray rossa e ci scrive Arroganti, poi col suo immancabile pennarellone nero per fare le tags fa i contorni alle lettere…in fin dei conti non fa neanche tanto schifo se si considera che è fatto su un lenzuolo già scritto!!!(lo striscione ce l'ho ancora ogni tanti lo srotolo e mi fa un'emozione unica rileggerlo…è il simbolo di un'età stupenda, in cui ci divertivamo un sacco).Chi come me è andato a scuola squillata la campanella scappa via ,appuntamento a Via della Conciliazione e via al Flaminio; sul Lungotevere una lunga, interminabile fila di pullman targati PG… i cori e il frastuono dello stadio pian piano che ci avviciniamo, il cielo blu senza un nuvola, il freddino di fine Gennaio che tutto sommato è piacevole, insieme al tepore del timido sole (cavolo è come se stessi ancora lì… una di quelle giornate che non dimenticherò mai);fatto il biglietto (allora sotto i 18 anni si entrava gratis, tra l'altro io avevo anche l'abbonamento…sempre gratis!!!!)entriamo e appendiamo lo striscione vicino all'Onda,anzi quel giorno l'Onda non l'aveva portato; il nostro settore è quello centrale, vicino alla tribuna stampa, mentre gli SPQR Front e gli Irriducibili stavano nel settore ora occupato dagli Ultrà Lodigiani .Partono i cori, il mitico PE-RU-GIA scandito a piena voce da chi ci sta di fronte che fa tremare letteralmente le tribune; le squadre scendono in campo…cantiamo e ci godiamo questa splendida giornata… inaspettatamente andiamo in vantaggio col solito Campione ,pareggia il Perugia ,ma in apertura di secondo tempo torniamo in vantaggio ancora con Peppe goal (“quando Campione segnò, sotto la curva volò, tutta la curva gridò, grazie Campione del goal”!!!!);poi un arbitro ridicolo (non è un caso che a fine anno gli umbri pur promossi verranno fatti rimanere in C per illecito e corruzione di arbitri) assegna un rigore ai perugini (realizza “Giocondor” Cornacchini )e espelle il nostro regista, Daniele Pasa, arrivato da Salerno dopo essere cresciuto all'ombra di Zico ad Udine. La partita termina 2-2;continuiamo a cantare e a tirare monetine alla panchina ospite, ripieghiamo lo striscione e ce ne andiamo…con un certo velo di tristezza…è terminata una giornata stupenda, sognata durante un'intera settimana…ma con la certezza che pur non essendo veri ultrà
,tra due settimane col Chieti ci saremo…. 

Giuseppe


Questa vita non la cambierei


Il ringiovanimento di questo gruppo ha portato, da una parte, molta meno esperienza e l’esigenza di riorganizzare il gruppo assecondando la nuova situazione. Dall’altra parte però ha portato un nuovo entusiasmo che prima a noi della Vecchia Guardia mancava, quell’entusiasmo e quella fomentazione che invidio a Quirino, ma anche a Giorgio, Zodiaco, Alessandro di Lunghezza e il suo amico Pugile, e tutti quelli della loro età. Io ho 23 anni e tanta distanza da tutti loro, non solo perché quella generazione che secondo me parte da Vocione in su ha creduto e crede in diversi valori ultrà, ma anche in diversi valori della vita. Per il resto tante cose sono cambiate, e chi avrà i 23 anni miei tra qualche anno non vivrà mai le situazioni che ho vissuto io con i miei coetanei. Fermo restando che molti della mia età non si accostano nemmeno un minimo a me e a gente simile a me, credo proprio che quando io e altri abbandoneremo lo stadio ci sarà un grande vuoto. Mi immagino un stadio, una curva, un gruppo, privo di quella gente che riesce a capire al volo come vanno le situazioni del mondo ultras. Mi immagino che già noi, generazione viziatissima, abbiamo conosciuto quello che è il vero sacrificio, e ce ne vantiamo, perché non so tra qualche anno chi prenderà mai il treno la notte per farsi una trasferta lontana dribblando i controllori. Mentre noi continuiamo a non pagare il biglietto del treno con scuse ai controllori, trucchi, stratagemmi, inseguimenti, appostamenti, intanto, in questi giorni, esce la Intercity Card, per premiare chi spende di più. Che tempi! Mi chiedo: chi mai farà una trasferta come quella mia e di Ladispoli a Cosenza, il 23 Dicembre del 1997: partiti su un espresso notturno che arrivava da Milano e strapieno di gente che andava al sud per le vacanze di Natale, non trovammo posto, piazzammo lo striscione per terra e con gli stendardi facemmo le coperte, dormendo come barboni per terra. Alle 4:30 di mattina a Paola a vederci lo stadio locale e alle 6 treno per Cosenza, dove arrivammo 45 minuti dopo con tanta pioggia, un freddo glaciale, e per ripararci prima stazionammo in un treno fermo sui binari di servizio, poi a vedere una partita delle giovanili di basket al palasport di Cosenza, senza contare, in quelle condizioni climatiche, la strada fatta (4 km) per arrivare allo stadio, in salita, in netto sovraccarico. Non scorderò mai il mondiale in Francia, che fu si divertimento, ma con ore a guidare per i massicci montuosi della Francia, o dopo Italia Norvegia a Marsiglia, passando la notte seguente svegli tra Cannes e Montecarlo prima di tornare in Italia, e , il pomeriggio, non contenti, ci andammo a vedere , morti di sonno (io avevo un litro di caffé preparato dal mitico Zeppettone appresso) Grosseto-Renato Curi di Eccellenza, coi Grossetani esterefatti. O la trasferta di Casarano 97/8, con lo sciopero dei treni la notte e il treno per Lecce in dubbio fino alla fine: eravamo in 3: Cerveteri aspettò il treno che partì, fu fatto scendere a Frosinone, io e Ladispoli preferimmo prendere la Marozzi, facendo un viaggio scomodissimo pagando 65 mila lire e arrivando a Casarano alle 9 di mattina, dove fummo accolti come eroi dalla tifoseria locale, mai fui trattato così bene. Per non parlare della mia prima amichevole in Trentino nell’estate ‘97, partii con Danilo e Ciccio in un treno stracolmo sculando 3 posti, abbiamo dormito scomodissimi con 3 fagiani assurdi che non hanno fatto altro che toglierci il sonno. E le facce esterefatte di dirigenti e giocatori quando videro che arrivammo fino a lì, coi Clivensi, che avrebbero dovuto fare si e no 50 km, assenti. Simile l’amichevole in Trentino l’anno dopo, con la Salernitana, con i soldi agli sgoccioli. Noi presenti e Salernitani assenti, che soddisfazione! Quell’anno io e Cerveteri partimmo da soli anche per vedere a Mezzano di Primiero, sperduto paesino Trentino, Bari-Lodigiani, inutile dire Baresi assenti ma il bello è che alcuni, dati i colori, ci presero per Baresi! Ma qua vi racconto di una mia mattata autentica, mia e di Ladispoli, che in pochi conoscono: se non sbaglio correva la stagione 96/7, io e Ladispoli conoscemmo gli Jesini a Monterotondo, ragazzi molto simpatici, che rivedemmo a Guidonia lo stesso anno all’ultima giornata, il giorno che loro persero la promozione in C2 (ci venne il dubbio che gli portassimo sfiga). Beh, un paio di Jesini vennero a titolo personale a Lodigiani-Casarano, noi per ricambiare cercammo di dare un’ufficialità a quell’amicizia (chissà che ci passava per il cervello) prendemmo la macchina e ci recammo al derby Jesi-Sambenedettese, tra lo stupore degli Jesini che però non misero i loro striscioni (erano in contestazione) e quindi nemmeno il nostro, ci accontentammo di fare begli scatti ai tanti sambenedettesi presenti. Da quel momento non sentimmo più parlare degli Jesini, chissà che fine avranno fatto! Perché, di quel periodo, allora, non parlare degli sforzi fatti dal nostro gruppo (praticamente io e Ladispoli, invano chiedemmo la collaborazione degli altri del gruppo) per organizzare un gruppo che seguisse la nazionale a Francia’98, io non so quante tifoserie mobilitammo, ma ne contattammo una marea spendendo un patrimonio in francobolli e schede telefoniche, poi, quando si fece il raduno a Pistoia fu un nulla di fatto, ma la soddisfazione che due tifoserie (insieme ad altre) come Salernitana e Milan abbiano ascoltato due ragazzini della Lodigiani, è immensa da descrivere anche ad anni di distanza. Ineffabile direbbe il Dante (non Viruz, Dante Alighieri!). 
Perché, come non ricordare anche le nottate al telefono sveglio (calcolate che per andare a scuola mi svegliavo sempre alle 6:30) o con Ladispoli, o con Marco (il TdM) a parlare di Lodigiani e di movimento ultras, e il giorno dopo a scuola nemmeno riuscivo a tenermi sveglio. O, tornando ancora indietro, le lotte coi miei per andare allo stadio, loro erano contrarissimi anche se la squadra si chiamava Lodigiani e non aveva mai avuto problemi di ordine pubblico, io, tanto per non smentirmi, già da allora facevo di testa mia e partivo da Frascati subito dopo la scuola, per tornare a casa stanco morto ma contento. Che bei tempi quando l’attuale 2 si chiamava 225, mi manca addirittura quello. Peggio quando sono andato ad abitare a Torrita Tiberina, quelle si che erano ore di viaggio, o direttamente da Torrita o dalla scuola di Monterotondo ( e oggi la gente si lamenta se deve prendere la metro per arrivare a Piazzale Flaminio), spesso accompagnato da un mio amico di Monterotondo che in confronto Lorenzo sembra Joe Stecchino! Quegli anni, tra il ‘94 e il ’99, seguii spesso la Virtus Roma di Basket, fu lì che conobbi Chicarella e altra gente fantastica e dalla grande mentalità, in primis cito Maurone e tutta la vecchia sezione Osiense (quanto mi mancate regà). A proposito di Chicarella: 28 Dicembre 1996, Roma in pieno clima natalizio, e coperta dalla neve, dovevamo prendere io, Chicarella e Ladispoli il treno delle 6:15 in quanto era l‘unico che ci poteva permettere di prendere l’unico traghetto per Ischia in tempo utile per la partita, quello delle 9 di mattina, appuntamento alle 5:45 a Termini, io per paura di non svegliarmi non riuscii a prendere sonno, presi il 50 notturno e partii con le strade piene di neve...bello quando arrivammo, con un tempo pessimo, solo pioggia, arrivammo molto presto, girammo Ischia in lungo e in largo; allo stadio eravamo 8 in tutto, cantammo tutto il tempo sotto la pioggia (fu li’ che Chicarella disse la storica frase“L’ultras non deve avere l’ombrello”), tornammo col traghetto che non arrivava più per il mare mosso e poi a piedi dal porto fino a Napoli centrale, pioveva, eravamo stanchi, e io dovevo pure portare le bandiere perché ero il più piccolo (Chicarella ci insegnò molto bene il rispetto dell’anzianità in un gruppo, mi ricordo che ad Ischia protestai per le bandiere ma invece ha fatto più che bene). Di momenti più vicini ricordo il 30 Ottobre 2000, trasferta di Viterbo: io, Danilo, Marcello e Jimmy il Colombiano (meteora della Lodigiani) facemmo la nottata prima in attesa della trasferta svegli, andammo a mettere volantini contro il Giubileo dello Sportivo all’Olimpico, poi andammo a conoscere 2 amiche di Danilo che dovevano seguire il Siena a Cosenza e dovevano prendere il treno alla stazione Termini per la Calabria, Danilo scroccò una sciarpetta. Poi invano al link , l’internet pub dove lavorava Danilo, a cercare di dormire; venne il TdM alle 7 di mattina che si mise ad offendere su Internet e a bere la sua birretta mattutina, poi alle 10 un gruppo fomentatissimo di 35 persone partì per Viterbo. Io tornai assonnato, senza più le corde vocali, con nausea e mal di testa, ma dentro di me avevo una soddisfazione enorme. Fu la volta che vidi come tanti sacrifici possono rimettere in piedi un gruppo finito, sensazioni che forse ho rivissuto soltanto quest’anno.
Credo che anche nella mia vita privata abbia seguito i miei principi di vita, molto legati ai principi ultrà. Vi sfido a voi a partire per la Svizzera senza un Euro da spendere in territorio elvetico, o a girare l’Italia, anche al di fuori dello stadio, senza pagare una lira, così come sfiderei tutti voi a riuscire almeno nei limiti della decenza e col minimo sforzo nello studio, ma anche nel lavoro (Vocione docet) e in impicci vari (Cerveteri docet). Più che queste fanzine gli Ultrà Lodigiani potrebbero scrivere un vero corso di sopravvivenza, nell’arte di arrangiarci siamo stati i primi, e di certo, chi segue la Lodigiani nella propria vita, non ama di certo le scelte facili né il pensiero di massa.
Questo articolo, più lungo dei miei soliti, come si capisce leggendo, ha due dediche.
La prima ai ragazzi giovani del gruppo: ricordate che se una cosa la volete la potete ottenere, anche se a volte vi costerà sangue, sudore, umiliazioni, indifferenza. Se una cosa vi piace non la mollate per seguire vuote illusioni che sono sempre le più facili da conseguire, non ascoltate la massa, perché la massa è sinonimo di stupidità. Anche se sembra scontato, non buttate nemmeno un secondo della vostra adolescenza perché finirete per rimpiangerla. Se vivrete per ciò che volete, per ciò che credete, non avrete nessun rimpianto, se non quello del tempo che passa e non torna più, ma questa è una storia vecchia quanto l’uomo. Anche la Lodigiani, se ci credete, vivetela con intensità, e se avrete momenti di difficoltà e di disagio non mollate subito, ma persistete. Avrete questo dilemma anche nella vostra vita, quindi, se non per cause di forza maggiore, abituatevi a non mollare. Se nella vita vi abituate a mollare qualcosa a 16 anni figuratevi quando ne avete 40.
La seconda dedica, stavolta permettetemi, più sentita, è a chi ha vissuto con me questi magici momenti di un’età che avanza e non tornerà più. Riferito sia a gente che frequento sia a gente che non vedo più, nessuno escluso. Anche noi, anche se non abbiamo 16 anni siamo ancora giovani e di lotte, sacrifici, soddisfazioni , delusioni troppe ne avremo! 
Tous le bateaux
vont à l'hazard pour rien

Stefano-Ultrà Lodigiani


Le tifoserie della nostra regione: FORMIA


Finalmente intervistiamo, anche i ragazzi di Formia. A parlarci in questa bella intervista, è Giovanni, appartenente al gruppo dei VECCHIO STAMPO FORMIA. Ringraziamo lui e il gruppo per la disponibilità, segnalando anche il loro sito internet: http://uf85.tifonet.it 

Domanda di routine: parlami un po’ del tuo gruppo. Quando e come è nato, il numero di ragazzi che lo compongono ecc…?
Il Vecchio Stampo è nato quest’anno, ma il suo pensiero con gli spareggi passati. Il numero non conta, però siamo pochi rispetto alla tradizione Ultras di Formia.

Ho notato che avete cambiato la denominazione in VECCHIO STAMPO. Come mai questa scelta?
Il nome è stato scelto per l’originalità, ma soprattutto per cercare di tornare alle origini del movimento Ultras: fede, coraggio, umiltà, lealtà ecc. , qualità che le nuove leve dimenticano o non imparano per niente. L’età non è elevata, a parte alcuni elementi di spicco che hanno anni di militanza alle spalle e che naturalmente aiutano e guidano i più giovani.


Negli anni, si è sempre parlato della tifoseria formiana come una delle migliori in eccellenza (sicuramente in quella laziale). Come è la vita da ultras in questa categoria? E il livello degli avversari?
Siamo sicuramente i migliori in eccellenza perché le realtà ultras in questa categoria sono nulle (a parte quest’anno con gli ultras Ostia nel girone A). La vita è durissima perché purtroppo si è in pochi tra l’indifferenza e l’imborghesimento della gente e poi in trasferta non hai mai con chi confrontarti a parte dei gruppetti di persone che giocano a fare gli ultras per poi dileguarsi alla resa dei conti.


Purtroppo quest’anno, la squadra partita come una delle favorite, non sta andando benissimo. Il gruppo che posizioni ha preso a riguardo?
Abbiamo creduto nella promozione fino alla fine (forse anche troppo). Poi, dopo una violenta contestazione alla società è seguito uno sciopero del tifo in casa, seguendo in trasferta ugualmente i nostri colori. Oggi siamo avvelenati perché abbiamo perso la Coppa Italia e stiamo lottando addirittura per la salvezza, ma stringiamo i denti e andiamo avanti.


Parlando della scorsa stagione, è stata dura per il vostro gruppo perdere ai play off? Raccontami un po’ di quell’esperienza.
Perdere ai play-off è stato durissimo! Per via della maledizione degli spareggi che ci vede sempre perdenti, per via dei 3 arresti e poi diffidati ma anche per il discorso Vecchio Stampo che volevamo portare avanti, e certamente la promozione avrebbe favorito il gruppo in tutti i sensi.


Esiste nella curva Coni qualche altro gruppo, o siete gli unici a condurre il tifo?
Dalla scomparsa degli “Irriducibili ’88 Curva Coni” sono nati il Vecchio Stampo e i Lestrigoni che però ora scioperano e, da qualche mese è nata l’Allegra Brigata che è un gruppo di amici amanti del Formia ma molto più tranquilli insomma. Comunque numericamente si rimane in pochi rispetto a stagioni passati.

Restando sul mondo Ultras, parliamo di un altro argomento su cui ci si dibatte molto. Preferite un tifo di stampo d’oltremanica oppure quello classico all’italiana?
Questo è un discorso molto ampio che con 2 righe non si potrebbe spiegare, comunque preferiamo mischiare il tifo all’italiana a quello britannico. Da 10 anni ormai sono scomparsi i tamburi ma il nostro striscione “ULTRAS FORMIA” è rimasto sempre ben in vista al centro della curva, amiamo i fumogeni e i cori possenti alle cantilene, insomma cerchiamo di crearci uno stile nostro. Senza dimenticare che la Curva ha sempre avuto un’immagine trasandata, rude e senza troppi fronzoli o mode passeggere.


Nella vostra realtà subite il peso delle grandi squadre?
Siamo una piccola realtà e naturalmente sentiamo il peso della Roma, della Lazio, della Juve, del Milan e di questa maledetta pay-tv.


Oltre alla domenica, avete nel vostro gruppo attività infra-settimanali (volantinaggio, riunioni ecc…) ? Stampate una fanzine in curva?
Certo, una volta a settimana c’è la riunione che permette di parlare della domenica trascorsa e di quella che viene, si preparano le strategie, i volantini e la fanzine che però è ancora troppo simile a un giornalino sportivo (classifiche, gol…)


Vi ringraziamo per la collaborazione e, quest’ultima domanda è libera, per saluti o considerazioni. Con l’augurio di rimanere in contatto, ancora grazie…

Salutiamo tutte le tifoserie cadute in basso come noi che cercano di portare un certo discorso avanti. Auguriamo al Sora di fallire in modo da trovarcelo in eccellenza come noi l’anno prossimo, infine vi ringraziamo per l’interessamento nei nostri confronti augurandovi il meglio e sperando di poter organizzare quello che abbiamo in mente, cioè un torneo di calcio o calcetto con gruppi di ultras partecipanti.
A presto


VECCHIO STAMPO FORMIA


Intervista curata da Quirino-Ultrà Lodigiani

 



Formiani a Priverno 2002/3, sempre presenti nonostante la bassa classifica in Eccellenza.


Tifosi ospiti: i Catanzaresi

Ci sembra un po impietoso e fuori luogo a noi della Lodigiani, giudicare una tifoseria come quella Catanzarese, ma la nostra opinione è influenzata troppo negativamente da quanto visto da noi all’andata, con una curva di casa che non ci ha minimamente convinto. Anche le loro presenze in trasferta quest’anno sono state molto al di sotto del loro potenziale. Per carità, anni e anni di C2, ovviamente, pesano, ma quello che noi ci chiediamo è: non è che anche la tifoseria calabrese ha visto imborghesirsi le proprie fila? Ripetiamo quanto detto all’inizio, non sta di certo a noi giudicarli, ma è brutto vedere il calo di una tifoseria di spessore come quella catanzarese, caratterizzata da una grande passionalità. Gruppo portante della curva sono gli Ultras Catanzaro del ‘73, gruppo che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno al Catanzaro. Da notare la curva dedicata al loro compianto Massimo Capraro, in suo onore portano ovunque lo striscione col suo nome. Il loro gemellaggio storico è quello con i Viola, che resiste nonostante la differenza di categoria (da quest’anno non più, ma comunque le due squadre non si incontrano da anni). Tra le rivalità spicca sicuramente Cosenza, ma anche forte astio con Messina.


Trasferte flash


26/01/2003 Giugliano: trasferta effettuata in auto, in tutto siamo 15 unità, molti arriveranno a partita iniziata. Buon tifo nel primo tempo e calo vistosissimo nel secondo, abitudine diventata ormai un po troppo consolidata. Nulla da dire sui Giuglianesi.Sono schierati nella nostra stessa tribuna ma il divisorio non ci permette né di sentirli né di vedere quanti fossero, quindi non giudicabili, anche se crediamo abbiano fatto il loro tifo. Stadio estremamente dispersivo.


Comunicazioni


-Stavolta vi salvate dai proclami per Gela visto che sono giù stati emessi i biglietti aerei. Ricordate solo che il 9 Febbraio ci sarà la sosta della C, il 16 si va a Gela, in casa si ritornerà il 23 (o 22) Febbraio contro il Brindisi.
Gli Ultrà Lodigiani organizzano la seconda spedizione per Ivrea, alla battaglia delle arance. Si va in treno, per ora siamo 5/6 unità pronte a battagliare attivamente. Essendo già stati avviati i contatti con gli Arduini, la nostra squadra, se volete aggiungervi fatelo in fretta! I giorni da passare a Ivrea saranno o 1, 2, eventualmente 3 Marzo, o direttamente solo il 2 per Martedì Grasso
-Ancora in vendita le sciarpe del gruppo al prezzo di 10 Euro
-Per la prossima riunione avvertiremo via messaggio, data la sosta successiva del campionato è probabile che la prossima settimana salti.


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Voce in Capitolo numero 44
Chiusa il 31/01/2003 alle ore 13:56